Il mondo islamico alla resa dei conti? Da aprile a Cagliari un ciclo di incontri su M.O. e Mediterraneo

ss

 

Gli inviati di guerra Alberto Negri e Gian Micalessin, il reporter siriano Naman Tarcha, il deputato Pino Cabras e l'editorialista ed esperta del mondo arabo Michela Mercuri sono i nomi di spicco del ciclo di incontri di geopolitica sul Medio Oriente e Mediterraneo organizzati dal Centro Italo Arabo nell'ambito del VI Meeting Internazionale delle Politiche del Mediterraneo.

"Dalle primavere ai lunghi inverni: il mondo islamico alla resa dei conti?" è il titolo di un evento che intende analizzare, con  l'esperienza di autorevoli relatori, i principali accadimenti geopolitici di una vasta area del pianeta, dove da anni si registrano guerre, contestazioni, fibrillazioni politiche e cambi di potere. Tutto questo in un contesto ben preciso che ha determinato anche l'insorgere del più importante fenomeno terroristico della storia moderna, Daesh, e la contestuale crescita del radicalismo islamico che ha colpito il senso di sicurezza dell'Europa, non immune da colpe per un atteggiamento che ha contribuito a creare instabilità in molti dei contesti geopolitici di riferimento. 

L'Islam politico è finito sul banco degli imputati, con antichi odi e nuovi posizionamenti strategici che hanno alimentato una nuova frattura tra la parte sunnita (guidata dall'Arabia Saudita) e quella sciita (con l'Iran in prima fila). Figlie di questa grande divisione sono anche le guerre in Siria e in Yemen che hanno coivolto a livello militare le più importanti potenze mondiali. Gli Stati Uniti hanno perso il monopolio delle scelte politiche internazionali, scontando incapacità diplomatica e debolezza strategica, lasciando sempre più spazio alla Russia di Putin, unico grande attore in Medio e Vicino Oriente, capace di negoziare con tutti, condizionando scelte politiche, esiti delle guerre (si pensi alla Siria) e prospettive economiche (la via del gas oggi sembra essere un affare quasi esclusivo di Mosca).  

Sarà proprio il neo deputato del M5S Pino Cabras a parlare del ritorno della grande Russia sul palcoscenico internazionale, lui che in questi anni, attraverso numerose esperienze editoriali, ha raccontato per filo e per segno le grandi contraddizioni della politica estera, con un punto di vista critico sugli Stati Uniti, l'Europa e le Monarchie del Golfo. Dai fatti ucraini fino alle vicende del Mediterraneo, Cabras è sempre stato un osservatore attento e scrupoloso, un esempio di buona informazione che per necessità di cose è diventata contro informazione. 

Si parlerà molto di Siria dove da 7 anni si consuma un conflitto che è diventato globale per la presenza di un numero così elevato di potenze che qualcuno non ha caso ha parlato di terza guerra mondiale. Si parlerà di quel conflitto in modo non convenzionale, offrendo una prospettiva molto diversa da quella offerta dai media occidentali, sempre di più costruttori di fakenews e manipolatori di verità. E ad accompagnare il pubblico in questo viaggio dentro la Siria ci saranno due mostri del giornalismo di guerra, gli inviati Alberto Negri e Gian Micalessin.

Sarà l'occasione, tra le altre, per parlare anche del dramma dei cristiani attraverso i reportage sul campo, quel teatro di guerra che molti  "presunti esperti di Siria" non hanno mai calpestato. Si parlerà anche del ruolo dell'Iran e dei suoi nemici, vecchi e nuovi: Israele, Arabia Saudita e gli Usa di Trump. Alberto Negri, analista ISPI, fornirà un quadro complessivo degli intrecci, conosciuti e non, che caratterizzano il presente e il futuro di un'area geografica sulla cui testa aleggia sempre lo spettro di un conflitto armato. 

Una testimonianza preziosa in questo senso arriverà anche dal reporter siriano Naman Tarcha che parlerà della disinformazione come arma di distrazione di massa, una disinformazione che si fa propaganda e calpesta il diritto di ciscuno di noi di comprendere il vero senso della realtà dei fatti. Niente è come appare soprattutto quando a parlare di libertà e democrazia sono i terroristi e i tagliagole che i media trasformano in eroi buoni. E poi, attraverso la testimonianza di Gerardo Virgilio (scrittore, pastore e contadino) scopriremo com'era la Siria prima della guerra, un paese dalle mille ricchezze che faceva della tolleranza la sua grande virtù. Dieci anni di vita che Virgilio racconta in un libro appassionante e pieno di aneddoti che sarà presentato nell'incontro organizzato dal Centro Italo Arabo e del Mediterraneo.

La Libia del dopo Gheddafi sarà invece al centro dell'incontro con Michela Mercuri, docente di storia contemporanea dei Paesi Mediterranei all’Università di Macerata, che presenterà il volume “Incognita Libia. Cronache di un Paese sospeso”. Nessuno può ignorare il problema dell’instabilità politica ed economica del grande paese africano, terreno fertile per il traffico di vite umane che inevitabilmente tocca anche le coste italiane, Sardegna compresa. Il caso Sarkozy, con il finanziamento libico alla sua campagna elettorale, ripropone drammaticamente il tema dell’intervento militare del 2011 di francesi, inglesi e italiani, mirato non alla ricostruzione dell’assetto democratico libico, ma alla mera difesa degli interessi nazionali. Mercuri è sempre stata critica nei confronti di quella prova di forza che non ha fatto altro che generare caos: “Abbiamo defenestrato Gheddafi e lasciato la Libia da sola. Nicolas Sarkozy non ha fatto in tempo a seppellire il colonnello che già firmava accordi con la Total”.

Uno spazio speciale sarà dedicato anche alla Sardegna: ne parleranno Antonello Cabras, presidente dela Fondazione di Sardegna con una larga esperienza nel campo della politica estera, e Paolo Maninchedda, direttore della rivista Sardegna è Libertà, nel corso di un dialogo che riserverà molte sorprese per una classe politica regionale che ha dimenticato del tutto, o quasi, gli antichi rapporti con la sponda sud del Mediterraneo, privilegiando relazioni economiche e diplomatiche con soggetti internazionali non sempre trasparenti. Sarà l'occasione per aprire una seria riflessione sul ruolo dell'isola all'interno di uno scenario geopolitico in continua trasformazione, cogliendo opportunità che fino a oggi i nostri governanti, per miopia e piccolezza intellettuale, non hanno saputo cogliere. 

Gli incontri di geopolitica. moderati da Raimondo Schiavone e Alessandro Aramu, si svolgeranno tutti a Cagliari, nella sede del Centro Italo Arabo e del Mediterrano (Sala Basile - Villanova Coworking, via San Saturnino, 7 ). L'evento è organizzato con la collaborazione con il quotidiano Cagliaripad e la rivista di Geopolitica Spondasud News. L'ingresso al pubblico è libero. 

 

IL PROGRAMMA

Venerdì 20 aprile - Ore 19

La guerra in Siria tra disinformazione e propaganda

Incontro con Naman Tarcha – reporter siriano

***

Venerdì 18 maggio – Ore 19

Un sogno spezzato: la Siria che non ti hanno fatto conoscere

Incontro con Gerardo Virgilio – scrittore

***

Venerdì 25 maggio – Ore 18

La fine dell’egemonia americana: il ritorno della grande Russia

Incontro con Pino Cabras – Deputato

***

Venerdì 8 giugno – Ore 18

Fratelli traditi: la tragedia dei cristiani in Siria

Incontro con Gian Micalessin – inviato di guerra

***

Venerdì 15 giugno – Ore 18

Incognita Libia: cronache di un paese sospeso

Incontro con Michela Mercuri – editorialista ed esperta del Mediterraneo

***

Venerdì 22 giugno – Ore 18

Medio Oriente, il ruolo di Arabia Saudita, Iran e Stati Uniti

Lezione di Alberto Negri – inviato di guerra e analista ISPI

***

Venerdì 29 giugno – Ore 18

La Sardegna e le politiche per il Mediterraneo

Incontro con Paolo Maninchedda – Direttore di Sardegna e Libertà

e Antonello Cabras – Presidente della Fondazione di Sardegna